Quali sono e come si possono intercettare i nuovi trend del commerce onlife?

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Quali sono e come si possono intercettare i nuovi trend del commerce onlife?

Nata dall’integrazione tra l’esperienza online e quella offline: il nuovo Trend Onlife è ibrido e annovera già molti esempi di attuazione omnichannel in diversi settori, dal retail e furniture all’entertainment e gaming.

Trend e attualità di un’esperienza in divenire

Si è svolto giovedì 7 maggio 2021 l’evento in modalità streaming “Rivoluzione Onlife: un viaggio nell’integrazione tra fisico e digitale” curato da alpenite in collaborazione con Salesforce.  Il webinar ha visto l’intervento di Julian Beccari e Alberto Bagato di alpenite insieme a Marco Barlaam di Salesforce. Si è parlato di scenari in cui fisico e digitale si integrano per offrire agli utenti esperienze sempre più stimolanti nel mondo del Commerce Onlife.​

Di seguito vi proponiamo una breve raccolta di alcuni casi studio di importanti aziende che hanno reinterpretato le proprie esperienze in chiave onlife. Se non foste riusciti a partecipare all’evento, avete la possibilità di rivedere la registrazione del webinar in qualsiasi momento.

  •  Stare al passo con la tecnologia: ecco cosa devono fare le imprese oggi per soddisfare il consumatore onlife

È mettendo a confronto passato e presente che possiamo renderci conto del passo veloce, velocissimo, a cui va il progresso. E nello scarto tra le tecnologie più avanzate e quelle usate tanto tempo fa, possiamo acquisire quella che più semplicemente è la percezione di che cosa sia l’attualità oggi in fatto di utilizzo di tali tecnologie: in questo caso stiamo attraversando il Trend Onlife, dove mondo fisico e mondo digitale contaminano i loro confini.

Per questo, per essere e mantenersi competitive, le aziende oggi devono tenersi sempre aggiornate su quelle che sono le ultime tendenze in fatto di tecnologia e, dove possono, implementarla nel proprio sistema.

  •  Omnicanalità e focus sull’esperienza

Tempo fa le persone collezionavano oggetti, oggi fanno raccolta di esperienze condivise: questo conseguentemente ha trasformato anche il processo di vendita spostando il focus dal prodotto all’esperienza.

Un esempio è GameStop, l’assoluta protagonista della ‘retail mania’ che recentemente ha aumentato il suo valore dimostrando in qualche modo che anche l’acquisizione di un’azione è un’esperienza che ti rende protagonista dello scontro tra piccoli investitori e giganti colossi.

Prima di internet c’era solo il canale fisico, il telefono e la posta. Oggi l’obiettivo principale da raggiungere è l’omnicanalità, ovvero l’abilità di un’azienda di fornire la stessa esperienza di vendita in qualsiasi touchpoint. Ad esempio, solo inquadrando un semplice QR code il pubblico oggi può partecipare a survey, esprimere la propria opinione o lasciare una recensione sul prodotto.

  • Quali vantaggi rimangono dal comprare ancora nel negozio fisico rispetto a comprare da commerce onlife?

La risposta alla prima domanda che viene data più frequentemente nei sondaggi, è che l’esperienza fisica in negozio dà la possibilità di provare e toccare il prodotto, cosa che l’acquisto online non permette di fare. Si evince quindi che l’acquisto nei negozi non è preferito alla sua alternativa per l’incapacità di fare la medesima transazione online – scoglio ormai superato anche dai meno tecnologici- ma è sostenuto piuttosto dalla fedeltà delle persone al luogo fisico e dalla volontà di verificare in tempo reale la qualità del prodotto che si intende acquistare.

  • Perché comprare online?

Allo stesso modo, se ci si chiede quali siano i benefici dati dall’acquisto online, in questo caso troviamo l’ampiezza del catalogo da poter sfogliare, la varietà di prodotti, la convenienza e il prezzo tra le risposte più frequenti. E tra i fattori in gioco si aggiunge anche la possibilità di acquistare 24/7 e confrontare i prezzi.

  • Quali sono le tendenze?

Se ci spostiamo sui trend, l’esperienza perfetta è quella in grado di integrare completamente e-commerce e negozi fisici, l’IoT e AR/VR sono le tecnologie più avanzate che ci permettono di raccogliere dati sull’esperienza del cliente, sono utili per far vivere nuove esperienze d’acquisto e ci permettono di aumentare il numero di informazioni che riguardano i prodotti, ad esempio tramite QR Code.

Nell’ambito del retail, grazie alla realtà aumentata oggi si può parlare di esperienza di shopping a 360°: le persone possono muoversi all’interno dello store come se fossero fisicamente lì, immergendosi in un’esperienza virtuale di acquisto online che coinvolge anche i “sensi”. In base a dove guardiamo, a come ci muoviamo e a cosa tocchiamo vengono raccolti dati sui nostri comportamenti. Si tratta di tecnologie ancora non troppo diffuse, ma sicuramente in rapida crescita dato che sono al primo posto tra le richieste dei consumatori nel settore retail.

Realtà aumentata: alcuni esempi di successo per migliorare l’esperienza del consumatore onlife

Molte aziende hanno iniziato a sfruttare la realtà aumentata per promuovere i propri prodotti o servizi. Un caso da citare in questo senso, è lkea Place, l’applicazione messa a disposizione da Ikea per sfruttare appieno le possibilità della realtà aumentata con cui non solo viene data la possibilità di fare scelte di design per la propria casa, ma di fare progetti online su reali dimensioni.

  • La realtà aumentata per provarsi le scarpe con Nike Fit
    Anche la multinazionale statunitense Nike sta sperimentando da anni la realtà aumentata cominciando a proporre soluzioni basate su questa nuova tecnologia: Nike Fit permette di visualizzarsi ai piedi i modelli di scarpa che si vuole provare e di vederne l’effetto da indossati semplicemente inquadrando i propri piedi con lo smartphone.
  • Chanel e la rivoluzione delle luxury boutique
    A supporto del retail esistono diverse modalità di integrazione tra l’e-commerce e i negozi fisici.
    Questa possibilità è stata sfruttata ad esempio nelle luxury boutique del brand Chanel in cui è stato scelto di posizionare accanto ai prodotti dei QR Code con cui i clienti possono ottenere maggiori informazioni senza aver bisogno della consulenza in loco, ma senza rinunciare alla possibilità di un acquisto più personale.
  • Farfetch e Balenciaga: la nuova moda di indossare e sfilare online
    Anche la piattaforma Farfetch usa la virtual e augmented reality creando per i clienti delle esperienze try-on estese ad una selezione di prodotti dell’e-commerce con lo scopo di permettere alle persone di prendere delle decisioni d’acquisto più informate e di vedere ‘dal vero’ il fit di abbiglimento ed accessori.

Un altro esempio ben riuscito di utilizzo della realtà aumentata nel settore moda è quello del brand Balenciaga che durante il lockdown ha presentato la nuova collezione attraverso un videogame distopico in cui si poteva interagire con le modelle e spostarsi da una stanza all’altra a seconda delle missioni da portare a termine.

  • Il primo Social Retail Store cinese di Burberry
    E sempre in ambito retail non possiamo non citare Burberry che in partnership con Tencent ha aperto il primo Social Retail Store nella Silicon Valley cinese, Shenzhen. Un negozio di 539 metri quadri e 10 sale che sposa i concetti del social retail, ovvero l’integrazione degli store fisici con strumenti online e canali digitali. Come funziona? In questo negozio si tratta di cercare di collegare la vita online con la vita in-store in modo che l’una aggiunga valore all’altra: i clienti possono interagire nel negozio attraverso una chat apposita per prendere appuntamenti, provare articoli, chattare con il servizio clienti, conoscere nuovi prodotti e più il cliente interagisce con Burberry e più questo guadagna dei punti attraverso la “Social currency” del marchio.
  • Tutta la Disney Experience in un bracciale
    La realtà aumentata si sta imponendo sempre più come soluzione anche nel campo dell’entertainment: grazie alla tecnologia Rfid, Disney ha rivoluzionato l’accesso e la fruizione dei suoi grandi parchi divertimento. Questa rivoluzione è già avvenuta nella “My Disney Experience” del Disney Resort di Orlando grazie al progetto MyMagic+ che prevede l’utilizzo di un braccialetto elettronico dotato di un sistema di identificazione basato su radiofrequenza, il MagicBand, con cui i clienti del parco possono prenotare biglietti, comprare pop corn, interagire con gli artisti ed evitare code.
  • Esperienze virtuali da gustare, il caso di Oreo Vinyl
    Gli esempi sono davvero innumerevoli e tra questi c’è anche Oreo che, in collaborazione con Alibaba e WeChat, ha creato gli Oreo Vinyl, i biscotti che puoi ascoltare su un mini giradischi. Questa sorprendente idea di biscotti assolutamente commestibili che possono essere ascoltati su un mini giradischi è stata sviluppata dall’agenzia Dimensions di Hong Kong. La confezione degli ‘Oreo Vinyl’ include un mini giradischi che permette di ascoltare quattro diverse versioni del jingle degli Oreo, in differenti stili musicali: jazz, elettronica, classica e cinese.
  • Pokemon Go e la realtà aumentata geolocalizzata
    Infine, non si può non citare un caso eccezionale del 2016: Pokemon Go, il videogioco per smartphone di tipo free-to-play basato sulla realtà aumentata geolocalizzata scaricato più di 75 milioni di volte. Il tipo di tecnologia utilizzata in questo famoso gioco, che consente agli utenti di allenare e catturare i Pokémon, ha il vantaggio di essere particolarmente accessibile, poiché richiede soltanto l’utilizzo di uno smartphone e di un’applicazione ad hoc: basta inquadrare l’ambiente circostante con la fotocamera del cellulare e si può accedere a tutti i contenuti previsti dal software.

Conclusione: ogni esperienza ha il su design da comporre

‘Onlife’ è un neologismo che indica lo sfumare dei confini tra fisico e digitale. L’esperienza onlife è un processo dinamico che evolve nel tempo e nello spazio e per questo va progettato. Il commerce onlife rende le nostre esperienze più complesse e trasforma di conseguenza anche lo user experience design: si passa dalla progettazione di oggetti alla progettazione di veri e propri ecosistemi di grandi dimensioni. Sta nel riuscire a disegnare tali esperienze mettendo in relazioni prodotti, luoghi, servizi e persone quasi come fossero un’orchestra: più elementi diversi vengono mescolati insieme e più la ‘musica’ prodotta sarà innovativa.

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